Nelle nostre città soffochiamo a causa dell’inquinamento dell’aria e della mancanza di ossigeno.

La vegetazione che ci consente di vivere viene sistematicamente distrutta.

La nostra esistenza è disumanizzata.

Camminiamo lungo facciate di case grigie e sterili e non ci rendiamo conto di essere destinati a celle di prigione.

Se vogliamo sopravvivere, ciascuno di noi deve fare qualcosa.

Tu stesso devi dare forma al tuo ambiente. Non puoi aspettare i permessi dalle autorità.

Non ti appartengono solo il tuo abbigliamento e l’interno dell’abitazione dove vivi, ma anche la sua parte esterna.

Qualunque tipo di modifica individuale è sempre meglio della sterilità.

E’ tuo diritto modificare a tuo piacimento la finestra e, fin dove arriva il tuo braccio, anche il muro esterno.

Le disposizioni che vietano o limitano questo diritto non vanno tenute in nessun conto.

E’ tuo dovere aiutare con ogni mezzo la crescita a cui la vegetazione ha diritto.

La natura deve potersi sviluppare liberamente ovunque cadano neve e pioggia; laddove in inverno è tutto bianco, in estate deve essere tutto verde.

In città si deve poter respirare di nuovo l’aria dei boschi.

Il rapporto uomo-albero deve acquisire una dimensione religiosa.

Allora si capirà finalmente l’affermazione :”la linea retta è sacrilega”.


(Friedensreich Hundertwasser, Manifesto: il diritto della finestra il dovere dell’albero. Dusseldorf, 27 febbaio 1972)